IL RUOLO DELL’IPPOCAMPO NEI PROCESSI DI MEMORIA




IL RUOLO DELL’IPPOCAMPO NEI PROCESSI DI MEMORIA 8/10/2015


Tratto da: Medical Xpress Revisione



di: Danilo Dimitri



IL RUOLO DELL’IPPOCAMPO NEI PROCESSI DI MEMORIA



L’ippocampo è una struttura a forma di cavalluccio marino situata nella parte mediale del lobo temporale della corteccia cerebrale, che è parte del sistema limbico. Da tempo è considerato il fulcro della memoria spaziale e della memoria a lungo termine. Le ultime ricerche dimostrano che questa struttura si occupa di gestire il riconoscimento degli episodi ed il recupero di eventi passati. Nonostante anni di studi volti a rendere queste distinzioni più nette e chiare ad oggi il ruolo dell’ippocampo non è ancora chiaro; i ricercatori hanno proposto che l'ippocampo sia responsabile della fase di richiamo del ricordo, mentre le strutture para-ippocampale sono coinvolte nella gestione e nel riconoscimento delle attività e nella discriminazione dell’evento. Questa idea va in contrasto però con altri studi che sostengono come l'ippocampo sia responsabile di entrambe le attività, lasciando irrisolto il problema. Inoltre, nessuno di questi studi è stato in grado di stabilire un collegamento tra la capacità di memoria e il volume ippocampale. Un gruppo internazionale di ricercatori rapporti nei Proceedings of the National Academy of Sciences uno studio su un gruppo di pazienti con amnesia dello sviluppo causata da un danno all'ippocampo accorso nei primi anni di vita, ha permesso di chiarire alcuni aspetti.



Da un precedente lavoro degli stessi autori si è evinto che tali danni alterano la capacità di ricordare stimoli visivi o verbali, ma non hanno alcun effetto sul riconoscimento di tali stimoli. Applicando il test D & P, uno strumento di misurazione della memoria, i ricercatori sono stati in grado risolvere alcune delle ambiguità relative al ruolo della struttura ippocampale sottoposta ad un carico di lavoro. Il test di D & P è stato somministrato a 29 pazienti che hanno avuto un danno ippocampale a causa di episodi ischemici / ipossia in età neonatale o prima della nascita. Il test ha quattro prove secondarie, due di misurazione del riconoscimento e due misure che valutano il richiamo, entrambi. Gli stimoli sono sia verbali sia visivi. I ricercatori hanno effettuato il test in fMRI così da poter visionare le aree coinvolte.



I ricercatori hanno potuto esaminare la relazione struttura / funzione, e hanno stabilito che il danneggiamento all’ippocampo determina un deficit nel richiamo del ricordo, mentre le prestazioni di riconoscimento degli stimoli sono rimaste inalterate. Gli autori fanno notare, "[...] il dominio visivo può essere più sensibile ai danni dell'ippocampo rispetto al dominio verbale, una conclusione in linea con la recente evidenza nell'uomo che l'ippocampo potrebbe svolgere un ruolo in compiti che comportano discriminazioni visive difficili. Infatti, un deficit nella discriminazione piuttosto che del riconoscimento può essere parte della spiegazione della difficoltà dei pazienti al test secondario Doors, che richiede l'elaborazione delle informazioni visive molto dettagliate ".



Inoltre, l'analisi ha rivelato che la capacità di richiamo si deteriora nel tempo. Il report ha implicazioni per la comprensione del danno ippocampale nella prima infanzia, e rivela che l'atrofia dell'ippocampo si riferisce direttamente a deficit nella memoria richiamo. Dimostra anche che il richiamo e il riconoscimento sono abilità distinte e scindibili che dipendono dalle diverse strutture all'interno del lobo temporale mediale.



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