Glossario

Aprassia ideomotoria

Con il termine aprassia ideomotoria (AIM) si intende quel disturbo neuropsicologico in cui il soggetto riesce a rappresentarsi mentalmente l'azione da eseguire ma non riesce a tradurla in un corretto programma motorio e di conseguenza portarla a termine. E' per questo che si dice:" la persona sa cosa fare ma non sa come fare". Tra i sintomi dell'AIM è la dissociazione automatico-volontaria per il soggetto non riesce a portare a termine un'azione su richiesta ma ci riesce quando la stessa azione rientra in uno schema automatico abitudinario procedurale. Correlati anatomo funzionali Sembra che l'AIM sia determinata dalla compromissione della corteccia parietale inferiore di sinistra e dalla sostanza bianca sottostante. Seguendo la teoria di Golberg l'analisi dei correlati neurali responsabili dell'AIM si amplia ponendo la sua attenzione su due circuiti:
- Il sistema dorso-mediale mediatore dei movimenti preprogrammati ovvero del comportamento predittivo, che è costituito dalle segueti strutture: area motoria supplementare (AMS); area premotoria laterale-dorsale (APL); corteccia parietale superiore; area sensoriale supplementare. Il comportamento predittivo è organizzato in base alle motivazioni interiori ed è quindi autodiretto 
- Il sistema ventro-laterale rilevatore delle informazioni ambientali e mediatore del comportamento responsivo e quindi eterodiretto, che è costituito dalla corteccia fronto-parieto-temporale laterale ed è composto dalle seguenti strutture: area premotoria ventrale laterale (APL); aree associative uditive e visive (giro sovramarginale, giro angolare e circonvoluzione temporale superiore)
 
Questi due network fanno parte di due sistemi mediale e laterale, che sono responsabili reciprocamente dei comportamenti autodiretti, predittivi e programmati, il sistema mediale. Mentre il sistema laterale è respoonsabile dei comportamenti eterodiretti, responsivi e non programmati. i due sistemi sono reciprocamente connessi e interagiscono tra di loro grazie a connessioni dirette (area sensoriale supplementare; APL-dorsale; PFC-mediale; corteccia parietale superiore; corteccia motoria) e vie indirette (corteccie associative visiva e uditiva; corteccia somatosensoriale secondaria; PFC laterale e ventrale; insula; polo temporale; corteccia piriforme; corteccia motoria solo per le zone riguardanti il volto).
 
Modelli di studio
Modello di Liepmann
Il primo modello proposto per spiegare da cosa sia determinata l'AIM è stato quello di Liepmann che agli inizi del 1900 propose un modello che schematizzava il disturbo. Secondo tale concezione l'informazione che giungeva dalle aree specializzate corticali giungeva all'area (mai individuata)senso-motoria probabilmente oggi definita area premotoria. In quest'area si formerebbero gli engrammi-cinestesico-innervatori (ECI), memorie dei comandi motori. Tale programma può essere messo in atto in modo automatico, procedurale, oppure se l'azione è nuova si formerebbero nuovi ECI o nuove sequenze di ECI in questo caso però sotto l'attento controllo attentivo del soggetto. Secondo Liepmann l'AIM rifletterebbe un errore in quest'ultima situazione cioè quando il paziente deve effettuare un'azione ponendogli attenzione.
 
Teoria di Goldberg
Anche Goldberg effettua una distinzione tra comportamenti automatici (comportamenti predittivi) che non necessitano di controllo attentivo e comportamenti non automatici (responsivi) in cui le azioni sono programmate sulla base di piani motori ideati appositamente per la situazione nuova. L'aprassia consisterebbe nella compromissione del circuito che attiene ai comportamenti responsivi.
 
 
 
 
Riferimenti
tratto dall'articolo di Alessio Penzo: Psichepedia.it


Aprassia ideomotoria
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